Prendo nota: non so donarmi.
Determinate azioni sanno d'acqua
gocciolante dal soffitto:
evidente usura della struttura:
lenta infiltrazione di distanze.
Su quella panchina mi trovai
a fissare la fontana
mentre lei leggeva e leggeva
Contavo silenzioso i passi
da me alla fontana
e più contavo e più lei contava per me
Governava un'aria fredda
sferzata da parole raccontanti
di giostre e preziosi smarriti.
Fu un salto e già era notte nuova
un porticato e foto mal scattate
Una panchina si prestò a testimone
d'una testa poggiata
e di mani e labbra ora libere
d'incantarsi per un cielo
/ancora mistero
per un cuore
/mistero ancora
Ne rimane una notte
gocciolante numeri:
credemmo fossero Uno
erano Nove
Sottendo il travaglio d'un addio
lacerante come una mano di poker
sofisticato quale uno scritto d'Arbasino
netto pari al taglio d'un chirurgo
Eppure mi rigiro nel letto
senza capacità di domarmi
Quanto è limpido il pensiero in me:
Ciò che sarà dopo questo amore
sarà prima d'ogni amore