Dovendo lanciare il braccio
in un gesto a mimare confini
ad ora più incerti... A vederli
saranno le mani nascenti
docili mutilazioni. Ad oro
e pergamene s'inchina
l'uomo di fede. Non ho fede.
Mi fido dell'occhio e della mano
mi fido cieco e mutilato
mi fido degli infiniti aventi confini
delle stelle già morte ho il destino
dei fiori l'allergia al vento.
E se l'allegria ha il sopravvento
lo si deve all'assonanza
cui il gioco conduce
provando che all'apparenza
spesso cede l'occhio acuto
già smarrito prima del saluto