A b o u t

un gomito ben piantato alla base della finestra...lì...proprio prima che si alzino i vetri... gli occhi occupati a catturare un qualcosa...ancora trasparente...e l'altro braccio tremolante a seguire la mano intenta a scarabocchiare

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occhi alla finestra



mercoledì, aprile 19, 2006

 

 

Ludovico Nicolai prese la via dritto per dritto senza curarsi della macchia, che a guardarla bene, a distanza di tre o quattro metri, pareva un sorriso; questa macchia se ne stava tranquilla tranquilla sulla maglia indossata da Ludovico Nicolai. Questi d'improvviso girò all'angolo che congiunge via Polline e via Nettare per dirigersi al canile comunale dove, così gli confidò l'amico Alcide Boschetto, da una settimana stazionava un cane dal pelo così lungo, ma così lungo che... sembrava non finire più! L'amico Alcide Boschetto viveva in una casa dove era l'unico essere vivente appartenente al genere homo erectus, per il resto vi stazionavano, nella casa, per un tempo legato alle esigenze individuali, un numero imprecisato, ma senz'altro alto, di gatti, cani, gabbiani, tortorelle, scorpioni, topolini, fagiani, etc... Questa casa era caratterizzata da varie macchie sulle pareti esterne, variopinte ed originali, segni di vita dell'umidità.


Ma che dire della macchia che capeggiava

all'altezza della spalla di Ludovico Nicolai,

sulla maglia che si agitava ad ogni passo

che avvicinava al canile comunale?

Ci sarebbe poco da dire... forse, o forse no.

Potremmo raccontare del perché si trovava

lì e del perché proprio lì e non dodici

centimetri più in giù. Allora, le cose andarono

così: il giorno prima di decidersi ad andare

al canile comunale Ludovico Nicolai entrò

in un bar; si trattava del bar più frequentato

della città, ad ogni ora della giornata e chi

entrava di solito si fermava per tanti minuti.


Ludovico Nicolai non si scoraggiò alla vista di tale calca, anzi, fece un gran respiro, tirò in dentro la pancia e si introfulò fra una persona e l'altra in direzione della vetrina dei dolci. Stim.. stum ! Stam !... oblìoblà... eccolo davanti al vetro, ultimo, unico limite fra le sue mani ed una meravigliosa fetta di torta sacher.


Il braccio destro di Ludovico Nicolai si estende, la mano sembra già prefigurarsi il contatto con il piattino contenente la fetta di torta quando....all'improvviso...come un missile...come una multa...come un bacio... come una sveglia... ecco ciò che appare una montagna, ma in realtà è un uomo alto un metro e tanto, e troppo, franargli addosso.

Questa montagna umana teneva in una mano un cornetto alla cioccolata già morsicato per metà e la restante metà era caratterizzata ad una estremità da una colata avvolgente di cioccolata. Il caso vuole che questa estremità, così, diciamo, cioccolosa, a causa dell'impatto fra la montagna umana e Ludovico Nicolai si incontrasse con la maglia che a questi copriva il corpo. Chiunque si trovasse in quel momento all'interno del bar non ebbe il tempo di dire “accidenti!” che già gli occhi li si erano catapultati ad osservare l'impatto fra i due corpi. Anche se ci furono occhi che, per un quanche motivo a noi ignoto, si soffermarono esclusivamente sull'impatto cornetto-maglia.

Ludovico Nicolai si rialzò tramortito, quasi dimentico del motivo che lo spinse sino a lì; ormai la fetta di torta sacher era un lontano ricordo. La montagna umana ancora a terra chiese frettolosamente scusa e senza prender fiato protese verso l'alto una mano come a pretendere, ma in realtà a supplicare, un aiuto per rialzarsi.

Ma noi volevamo sapere della macchia, di quella macchia che allegra allegra se ne andava per la strada ben salda sulla maglia di Ludovico Nicolai.

Bene: lo scontro o l'incontro, fra cornetto e maglia partorì questa macchia, e mai, dico mai, incontro/scontro fra una maglia ed un cornetto diede origine a macchia più bella...

Ma ora vi chiederete, forse: Ludovico Nicolai è poi andato al canile? Ha poi trovato il cane dal pelo lungo lungo?


Certo che c'è andato ed il cane l'ha

trovato ed era proprio come l'aveva

descritto Alcide Boschetto: con un

pelo lungo, ma così lungo che non

c'è parola capace d'esprimerlo.

Per voi da: bayle | 18:16 | commenti (1)

 

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