Prova a immaginarti
luce autunnale,
traverso incanto.
Prova a sapermi
immerso e rapito.
Prova a riconoscerci
come gergo protetto
dalla rigidità dell'amarsi:
liberi e campestri.
Prova a specchiarmi
perso attraverso il tuo collo
di modigliana magia.
E prova a sospenderti
dove anche un filo
può contenere un mondo
e anche il vuoto
può sostenere un bacio
E' richiesta d'assenza
ciò che fulmina ora.
Che siano sufficienti
attimi solo attimi
a irradiare alla terra
promesse e scosse?
Ah, certo, lo prevedo
senza cognizione,
eludendo il dolore.
Ah, è certo a scendere
che si dà il ruzzolare,
come altrimenti?
E' assenza d'empatia
ciò che basterebbe
ad allontanarti
senza lunatici capogiri.
E' assenza d'inizio
che chiedo ora
fradicio di fine,
palesemente esistito
quale rotolante
ingenua insaziante
esposizione al mondo.
E senza luogo sono qui